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News - giugno 2009
MONTENEGRO
Centrali idroelettriche e inceneritori – L’Italia investe 5 miliardi in Montenegro |
Il nostro paese metterà in campo investimenti in energia e infrastrutture in Montenegro per 4-5 miliardi. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, al termine della missione nella capitale del Montenegro Podgorica. “Per la prima volta abbiamo messo insieme le maggiori imprese energetiche italiane, che costruiranno qui centrali idroelettriche, a carbone e termovalorizzatori e produrranno energie da trasferire in Italia attraverso un elettrodotto sottomarino”, ha spiegato il ministro.
Alla presenza del premier montenegrino, Milo Djukanovic, Scajola ha firmato con il collega dello Sviluppo economico, Branko Vujovic, un memorandum d’intesa per la cooperazione nello sviluppo del settore energetico. Fra i primi progetti in cantiere, Terna prevede la realizzazione di una concessione sottomarina tra Pescara e Tivat lunga circa 100 chilometri. L’utility A2a, invece, ha in agenda un primo gruppo di quattro centrali idroelettriche. Ancora, l’Enel sarebbe interessata alla realizzazione di un impianto a carbone in collaborazione con Duferco. Mentre i giornali montenegrini scrivono pure che l’Eni starebbe per ottenere delle licenze per ricerche di gas e petrolio lungo la costa del paese balcanico. |
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SERBIA
Svolta elettrica a Belgrado: bando per nuove centrali. E arriva l’italiana Seci |
Per far fronte alla crisi energetica la maggiore compagnia serba, Elektroprivreda Srbije (Eps), ha emesso alcuni bandi per la costruzione di due impianti di energia termica. Nel dettaglio, la ricerca di partner strategici è volta alla costruzione dell’impianto termico di Kolubara B e di un nuovo blocco presso l’impianto Nikola Tesla B. L’impresa, del valore di 2 miliardi di euro, avrà una capacità di 1.400 megawatt annui. Lo rivela il sito Setimes.com.
La “guerra del gas”, che quest’inverno ha tormentato l’Europa, ha anche rivelato la forte dipendenza della Serbia dalle importazioni russe. E ha trovato Belgrado sprovvista di riserve, costringendola ad acquisti di emergenza dall’Ungheria e dalla Germania. Acquisti forzati, effettuati proprio mentre i consumi di elettricità stavano crescendo. Allora la compagnia statale dell’elettricità ha aperto diverse gare per la costruzione di nuovi impianti di produzione di energia, con l’obiettivo di rendere il paese autosufficiente.
Intanto, i rappresentanti della Eps e quelli dell’azienda italiana Seci energia hanno siglato un accordo che prevede la costruzione di nove centrali idroelettriche sul fiume Ibar. Il direttore dell’azienda statale serba, Dragan Markovic, e il presidente della Seci, Gaetano Maccaferri, guardano al progetto “con grande ottimismo”. “Nel giro di un paio d’anni potremo usufruire di energia nuova e pulita dal fiume Ibar”, ha affermato Markovic. |
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ALBANIA
L’energia corre sotto l’Adriatico – Intesa fra le authority di Italia e Albania |
Accordo bilaterale fra l’Autorità per l’energia italiana e quella albanese, Ere. L’obiettivo è “facilitare le iniziative industriali di settore e le nuove interconnessioni energetiche fra le due sponde dell’Adriatico”. Con questa intesa si estende al settore gas la collaborazione già in corso dal 2007 per il settore elettrico.
L’intesa tra le due Autorità si svilupperà in coerenza con gli accordi intergovernativi Italia-Albania. “La collaborazione e la cooperazione internazionale fra regolatori sono di crescente importanza per realizzare quadri di leggi sempre più stabili e armonizzati – ha affermato il presidente dell’authority italiana, Alessandro Ortis, – tali da promuovere gli investimenti infrastrutturali, convenienti scambi transfrontalieri e integrazioni dei mercati energetici”. La collaborazione comprenderà in particolare temi come i metodi tariffari, i codici per le attività di trasporto e stoccaggio, le regole del mercato, la tutela dei consumatori, la qualità dei servizi e lo scambio di informazioni su iniziative di comune interesse in materia di regolazione e controllo. |
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ALBANIA
Primi test per l’impianto termoelettrico di Valona. E partono cinque gare per l’idro |
La centrale termoelettrica di Valona, il più grande investimento energetico nella storia albanese, è stato sottoposto ai primi test. Lo ha confermato il vicedirettore della Kesh (la Corporazione elettroenergetica albanese) Muharrem Stojku. La costruzione della centrale è stata finanziata per un importo di 92 milioni di euro dalla Banca mondiale, dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) e dalla stessa Kesh. L’impianto è stata realizzato dalla torinese Tecmond, attiva in tutta Europa. La centrale ha una potenza di 98 MW e funziona con un ciclo combinato di gas e vapore. Inoltre, la linea di 220 KV renderà possibile la connessione con il sistema albanese di trasmissione attraverso la moderna sottostazione di Babica. In generale, l’opera migliorerà la situazione energetica nel paese balcanico, incrementando il potenziale di fornitura dell’energia elettrica anche nelle zone turistiche del Paese.
Le novità in campo energetico per l’Albania non finiscono a Valona. Il ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Energia albanese ha infatti da poco indetto una gara internazionale per la concessione di cinque centrali idroelettriche: Suha 1, Rrapun 3, Llanga 1, Sotire 1 e Sotire 2. La concessione, rende noto il nostro Istituto per il commercio estero (Ice) di Tirana, sarà effettuata attraverso la forma contrattuale “Bot” (costruzione - gestione - trasferimento). |
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BALCANI
Berlusconi: “Piuttosto faremo i reattori nucleari nei Balcani” |
“Il governo italiano guarda al nucleare come a qualcosa di necessario. Una volta deciso di fare investimenti nel settore, auspico che si possa cominciare a farli in qualche paese estero. Magari nei Balcani, con cui abbiamo aperto un discorso al riguardo”. Lo ha detto il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Riguardo alle ipotesi di localizzazioni italiane che sono circolate nei giorni scorsi, tra cui quella di una centrale da realizzare in Puglia, a Ostuni, Berlusconi ha precisato che “sono tutte fantasie”. “Se dovesse aprirsi una possibilità di un collocamento in Italia di una centrale - ha spiegato, - questo avverrà nell’ambito della conferenza Stato-Regioni con l’accordo delle Regioni”. |
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CROAZIA
Eolico – In funzione il nuovo parco di Orlice. Produrrà 24 GWH l’anno |
La società tedesca Enersys ha messo in funzione il nuovo parco eolico a Orlice, nelle vicinanze di Sebenico. Dopo un mese di prova, tutta l’energia prodotta verrà fornita alla rete di distribuzione dell’ente nazionale energetico Hep. A Orlice sono stati costruiti undici generatori eolici aventi una capacità totale di 9,6 Mw con una produzione annuale prevista di energia elettrica di 24 Gwh. Il valore dell’investimento per l’azienda ammonta a dodici milioni di euro.
Enersys è presente nella zona già dal 2006, quando sono stati messi in funzione quattordici generatori eolici della capacità totale di 11,2 MW (valore dell’investimento pari a 12,5 milioni di euro), che fino a oggi hanno fornito alla rete distributiva dell’Hep 87 Gwh di energia elettrica. La contea Sibensko-Kninska detiene la posizione di leader nella produzione di energia dalle fonti rinnovabili in Croazia e nel suo piano regolatore è prevista la costruzione di 18 parchi eolici della capacità totale di 500 MW in altrettante località. |
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BALCANI
Eolico – Gli americani della Cwp scoprono la nuova Europa |
All’Est soffia il vento a stelle e strisce. Continental Wind Partners, più nota come Cwp, sviluppatore statunitense di progetti eolici che lo scorso anno ha venduto il parco romeno di Dobrogea da 600 MW alla ceca Cez, ha annunciato che i 300 milioni di euro frutto della transazione verranno investiti in progetti eolici nei Balcani. La notizia è riportata dal quotidiano economico romeno “Ziarul financiar”.
“La somma che abbiamo ottenuto dalla vendita del progetto apre le porte a una serie di nuovi paesi dove vogliamo sviluppare centrali eoliche: Croazia, Bulgaria, Serbia e nuovamente Romania – ha chiarito Adam de Sola Pool, direttore esecutivo di Cwp. – In Romania abbiamo fatto il nostro primo grande affare”. La compagnia, infatti, ha avuto un guadagno sostanzioso dalla costruzione e vendita del parco di Dobrogea a Cez. Nel dettaglio, Cwp ha investito 12 milioni di euro per sviluppare una centrale da 600 MW e ne ha incassati 300. Lo sviluppatore Usa aveva deciso di vendere per mancanza di fondi e perché ancora il governo romeno non aveva approvato una legislazione di sostegno per le energie rinnovabili, arrivata subito dopo, alla fine del 2008. |
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ALBANIA
E la tedesca Recolight tratta i rifiuti a Fier |
L’azienda tedesca Recolight avvierà un progetto da cinque milioni di euro per la costruzione di un impianto per il trattamento dei rifiuti nella città di Fier, nella parte orientale dell’Albania. Lo ha annunciato l’emittente radiofonica Deutsche welle.
Il progetto dovrebbe risolvere il problema della gestione dei rifiuti urbani a Fier, considerata oggi una delle città più inquinate del paese a causa delle estrazioni petrolifere. Secondo il sindaco, Baftjar Zeqo, la municipalità e l’investitore hanno già siglato un memorandum d’intesa e un accordo tecnico che guideranno il progetto.
Il nuovo impianto sarà costruito su un terreno di proprietà della società tedesca. Lo smaltimento dei rifiuti occuperà una cinquantina di persone fra ingegneri, tecnici e lavoratori specializzati. |
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MACEDONIA
Idroelettrico – In funzione la centrale di Matka. Nuove gare: c’è anche la Co-Ver |
È stata riattivata in Macedonia la nuova centrale idroelettrica di Matka, capace di
produrre 9,6 Mw, con un’efficienza incrementata del 90% e con un flusso d’acqua di 42 metri cubi al secondo. L’impianto gestito dalla Evn Macedonia è dotato di nuove turbine fornite dalla Ge Norway e di generatori di ultima generazione messi a disposizione dalla Indar Spain. La modernizzazione della centrale è stata realizzata dalla compagnia ceca Hydropol.
“Entro la fine dell’anno riattiveremo tutte le undici piccole centrali idroelettriche del nostro paese”, ha assicurato Georg Waldner, numero uno della Evn. La centrale di Matka, infatti, è sorta nel lontano 1938 per servire la sola città di Skopje.
Intanto, sono state rese note dal ministero dell’Economia macedone le offerte delle dieci imprese interessate alla ricostruzione delle idro-centrali. E c’è anche una proposta italiana. Le offerte, secondo il quotidiano “Utrinski vesnik”, sono state messe nero su bianco dalla nostra Co-Ver energy, appunto, oltre che dalle tedesche Rcc se e Rcc deg, da un consorzio austriaco, Emk energy Eastern-energy Zoter bau, da Hidroinvest, dal consorzio macedone Feroinvest, da Flexpower e dalle società Risto Nikolov e Ingmark, entrambe macedoni. Infine, si è fatto avanti anche un secondo consorzio locale formato da Eurogipsum progress 1998 e Csp aktuel-hidrovat. Due le offerte presentate da persone fisiche, cioè Trajceski Tome e Marko Kozomora. Si attende ora che la commissione di valutazione delle offerte renda noto il nome del vincitore. |
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ALBANIA
Il primo ministro Berisha dà il via ai lavori per l’acquedotto di Bajram Curri |
Durante la visita nella città di Bajram Curri, il primo ministro albanese, Sali Berisha, ha partecipato all’inaugurazione della costruzione della nuova rete esterna dell’acquedotto della città. Il progetto sarà stato portato a termine grazie a un investimento di 363 milioni di lek (circa 2,8 milioni di euro). Secondo il primo ministro, con la costruzione di questa rete verrà risolto in modo definitivo il problema della fornitura di acqua potabile, 24 ore su 24, nella zona di Bajram Curri e in diversi villaggi circostanti.
“Questa sarà la nuova rete dell’acquedotto che servirà la città più Bujan e Cernica – ha detto Berisha. – Si tratta di un acquedotto collegato a una fonte profonda nelle Alpi, con acqua pura e un elevato contenuto di calcio. E i lavori saranno completati nei tempi previsti”, ha garantito il premier. |
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BALCANI
È on line il nuovo portale della cooperazione italiana in Serbia, Kosovo e Montenegro |
DCentosettanta pagine web, 21 progetti, tre paesi, tre lingue. E poi ancora immagini, news, approfondimenti e notizie, in italiano, inglese e serbo. Sono i numeri del nuovo sito internet www.skmbalcani.cooperazione.esteri.it, portale web della cooperazione italiana in Serbia, Kosovo e Montenegro, Unità tecnica locale (Utl) della direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri italiano.
“Si è trattato di un grosso lavoro che abbiamo condotto in questi mesi per costruire una fedele vetrina del nostro lavoro in Serbia, Kosovo e Montenegro, che potesse essere informativa e attraente allo stesso tempo”, spiega Anna Zambrano, direttrice della Cooperazione italiana allo sviluppo, ufficio di Belgrado. Il sito dedica inoltre una sezione ai bandi Ipa (Instrument for pre-accession) in Serbia, Kosovo, Montenegro e in tutta la regione balcanica e fornisce notizie sulle borse di studio per studenti stranieri.
“Chi si occupa di Balcani occidentali e in particolare di Serbia, Kosovo e Montenegro potrà farsi, in pochi e semplici clic, un’idea di quello che promuove l’Italia in questi paesi”, conclude Zambrano. |
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