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GENERAZIONE DI ENERGIA
BIOMASSA
Si definisce biomassa qualsiasi sostanza organica, vegetale o animale, che può essere recuperata e convertita in energia elettrica, in calore o in prodotti chimici sostitutivi di derivati del petrolio (biocarburanti). Sono biomasse: il legno in tutte le sue forme, la paglia e tutti i residui agricoli di tipo fibroso, i residui, non trattati chimicamente, dell’industria della lavorazione del legno e della carta, tutti i prodotti organici derivanti dall’attività biologica degli animali e dell’uomo e quelli contenuti nei rifiuti urbani (la “frazione organica” dei rifiuti). Le tecnologie di conversione energetica delle biomasse attualmente disponibili sono: combustione diretta, carbonizzazione, pirolisi, gassificazione, digestione anaerobica, digestione aerobica, fermentazione alcoolica, estrazione di olii e produzione di biodiesel, steam explosion.
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Montenegro e Serbia in prima linea per sfruttare gli scarti del legno
Montenegro e Serbia in pole position nei progetti CDM diretti allo sfruttamento degli scarti del legno come combustibile per produrre energia. In Montenegro il ministero dell’Ambiente italiano ha individuato tre progetti. I primi due, nella zona settentrionale del Paese, prevedono la costruzione di un generatore elettrico regionale, utilizzando gli scarti del legno delle fabbriche della zona e delle foreste. Il terzo prevede l’utilizzo della biomassa al posto dei combustibili fossili in una fabbrica che lavora il legno a Pljevlja.
Due progetti CDM sono stati identificati anche in Serbia. Come nel Montenegro, il primo, che coinvolge il comune di Ivanjica, prevede la costruzione di un generatore di elettricità alimentato con i residui del legno di aziende per la lavorazione del legno. Il secondo progetto rientra invece nell’ambito dell’iniziativa più ampia di imboschimento della riserva naturale Deliblatska Pescara e prevede che il biancospino rimosso, insieme ai rifiuti di legno prodotti con l’attività di manutenzione delle foreste, venga usato per il riscaldamento del centro educativo ‘Scuola della natura’. Un altro progetto prevede l’installazione di una centrale per la produzione di energia elettrica, usando appunto la legna come combustibile. Nel comune di Kocani, nella parte orientale della Macedonia, il ministero dell’ambiente ha invece individuato un progetto CDM che prevede l’installazione in una cartiera di una caldaia termica per la produzione di energia con i rifiuti agricoli provenienti dalla coltivazione del riso della zona.
L’Albania non ha alcun progetto a biomasse.
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Energia eolica
È l’energia cinetica estratta dal vento. L’energia dal vento viene convertita da turbine eoliche (rotori) in energia meccanica di rotazione e utilizzata per produrre elettricità attraverso aerogeneratori. Trattandosi d’un fenomeno non costante in termini di potenza e direzione, legato alla morfologia del territorio e dell’ambiente, è possibile localizzare gli impianti eolici soltanto in determinate zone selezionate dopo un’analisi accurata degli indicatori biologici, geomorfologici e socioculturali.
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Progetti pilota ai blocchi di partenza
Albania, Macedonia e Serbia sono pronte a dare il via a progetti eolici pilota. In particolare, in Albania è stato stimato che nel 2020 circa il 4% dell’energia elettrica potrebbe arrivare dal vento e come priorità è stata indicata la costruzione di 20 parchi eolici vicino a 20 stazioni di pompaggio, ubicate lungo la costa adriatica, che proteggono il terreno dalle inondazioni. Il primo progetto CDM individuato dal ministero dell’Ambiente italiano prevede la costruzione di un parco eolico con capacità di 15 MW nell’area di Sarande, una zona che secondo le rilevazioni avrebbe un potenziale eolico abbastanza favorevole.
In Macedonia, invece, è stato individuato un progetto pilota per la costruzione di una ‘wind farm’ nella regione di Gjuriste, con capacità di 7,5MW, che prevede l’innalzamento di numerose piccole turbine eoliche.
Potenziale eolico è stato rilevato anche in Serbia. Il progetto pilota prevede l’installazione di torri nella parte sud-orientale del Paese, identificata come zona con il potenziale eolico più consistente. I generatori a vento potrebbero avere una capacità installata di 20MW. Nessun progetto eolico è infine previsto in Montenegro.
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Energia geotermica
L’energia geotermica è quella che si ottiene sfruttando il calore della terra. La temperatura, all'interno del nostro pianeta, aumenta con la profondità secondo un gradiente geotermico di 3°C ogni 100 metri, ma esistono zone con gradienti geotermici anomali, in cui il flusso di calore è maggiore (9-12°C ogni 100 metri). L’energia termica accumulata nel sottosuolo è resa disponibile tramite vettori fluidi (acqua o vapore), naturali o iniettati, che fluiscono dal serbatoio geotermico alla superficie spontaneamente (geyser, soffioni, sorgenti termali) o erogati artificialmente tramite perforazione meccanica (pozzo geotermico). Quando l'acqua o il vapore arrivano in superficie, vengono avviati agli impianti di produzione di elettricità, le centrali geotermiche, oppure sono impiegati per il teleriscaldamento, per la fornitura di acqua, il riscaldamento di serre, nelle attività industriali, ecc.
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La Macedonia apre la strada all’energia geotermica
Un solo progetto CDM per l’utilizzo dell’energia geotermica: il ministero dell’Ambiente italiano lo ha individuato a Bansko, in Macedonia, e mira a completare la principale rete locale di riscaldamento del villaggio che si trova nella zona sud-orientale del Paese. La sua realizzazione permetterebbe la sostituzione dell’uso del carbone, petrolio leggero e pesante, legna con l’energia geotermica, con significativi vantaggi per la qualità dell’aria.
La base di lavoro è rappresentata da un pozzo che già fornisce calore a uno stabilimento termale, un albergo e serre, oltre a dare acqua calda per usi sanitari a un ospedale e a piccoli alberghi. Il sistema però è primitivo, manca di un controllo corretto della fornitura di calore e di un sistema di gestione e manutenzione centralizzato. Il progetto studiato dal ministero dell’Ambiente prevede il completamento dei due pozzi di sfruttamento, della stazione centrale di distribuzione e della linea di distribuzione, dalla centrale ai consumatori di calore. Negli altri Paesi dei Balcani non sono ancora stati individuati progetti.
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Energia IDROELETTRICA
L’energia idroelettrica è l’energia elettrica che si ottiene da una massa d’acqua, sfruttando l’energia potenziale che cede con un salto o un percorso in discesa. Gli impianti idraulici, quindi, sfruttano l'energia potenziale meccanica contenuta in una portata di acqua che si trova disponibile a una certa quota rispetto al livello cui sono posizionate le turbine. La classificazione degli impianti avviene, convenzionalmente, in base alla potenza installata:
- Grandi impianti P>10000 kW
- Piccoli impianti 1000< P< 10000 kW
- Mini impianti 100< P< 1000 kW
- Micro-impianti P< 100 kW.
La produzione idroelettrica copre attualmente il 19% della produzione mondiale di elettricità.
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Occhi puntati sulle mini-centrali
Albania, Montenegro e Serbia guardano con interesse allo sviluppo delle mini-centrali idroelettriche. Nessun progetto per sfruttare la potenza dell’acqua è stato invece individuato in Macedonia.
In Albania i progetti CDM individuati dal ministero dell’Ambiente italiano per la costruzione di mini-centrali sono cinque e prevedono un impianto a Vukel, con una capacità stimata di 14mila KW, un’altro nella regione di Elbasan con capacità di 8mila KW e un terzo sul fiume Zalli Bulqizes, con capacità di 5.350 KW. Nella città di Dibra è invece stato individuato un progetto per tre mini-centrali collegate con una capacità totale di 10.500 KW. Un’ultima centrale da 5.400 Kw potrebbe invece sorgere sul fiume Kardhiq.
In Montenegro è stato invece individuato un progetto per costruire una mini-centrale a Sjevernica, con una capacità di 650 KW e un altro diretto a ristrutturare sette vecchi mini-impianti, con potenza totale di 9 MW. Sempre in Montenegro, l’impresa pubblica per l’energia elettrica sta inoltre definendo una lista di potenziali progetti per centrali idroelettriche di portata ridotta.
Due progetti importanti sono stati individuati anche in Serbia. Il primo prevede la costruzione di tre impianti di piccole dimensioni sul fiume Nisava, con una capacità di 1.350 kW, 2.588 kW e 4.057 kw. Anche il secondo prevede la realizzazione di tre centrali, con capacità di 3MW, 0,85 MW e 0,62 MW, per sfruttare il sistema idrico Danubio-Tibisco-Danubio nella regione autonoma della Vojvodina. Nella stessa area potrebbero essere individuati altri progetti per la costruzione di altre nove centrali.
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Energia SOLARE
L’energia solare è l’energia emanata dal sole e trasmessa sulla terra come radiazione elettromagnetica. È una fonte di energia pulita, inesauribile e abbondante, ma discontinua nel tempo. Inoltre dipende dalle condizioni climatiche e dalla latitudine.
La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare l’energia associata alla radiazione solare in energia elettrica sfruttando il fenomeno fotoelettrico. La conversione energetica avviene in un dispositivo (cella fotovoltaica) costituito da un materiale semiconduttore, opportunamente trattato, all’interno del quale si crea un campo elettrico, che orienta le cariche elettriche generate dalla interazione della radiazione solare (fotoni) con la struttura elettronica del materiale semiconduttore, dando origine a un flusso di corrente elettrica.
L’energia solare può anche essere convertita in calore attraverso i pannelli solari che riscaldano a temperatura relativamente bassa l’acqua usata per usi igienici e per il riscaldamento.
Per ora nei quattro Paesi dei Balcani non è stato individuato alcun progetto Cdm. Buone potenzialità di sviluppo sono state però individuate in Albania, Macedonia e Montenegro.
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RISPARMIO ENERGETICO
Sotto questa voce si comprendono tutti quegli interventi che hanno come obiettivo l’uso razionale dell’energia. Negli edifici, una maggiore efficienza energetica può essere raggiunta con l’isolamento termico, i doppi vetri, nuovi sistemi di illuminazione, ecc.
Per l’industria vi sono inoltre tecnologie che consentono di recuperare parte dell’energia dispersa, durante i processi produttivi, attraverso fumi di scarico e vapore e di riutilizzarla in altri processi termici o cederla all’esterno per il teleriscaldamento.
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Pubblico e privato puntano all’efficienza energetica
Vecchie lampadine di mercurio addio, spazio a quelle di sodio. Sì ai doppi vetri e all’isolamento termico degli edifici. E soprattutto via libera a tutte quelle tecnologie che consentono all’industria energifora di consumare meno e, quindi, di inquinare meno. I progetti CDM individuati nei quattro Paesi dei Balcani dal ministero dell’Ambiente italiano per il risparmio energetico sono numerosi e spaziano dal pubblico (ospedali, illuminazione stradale, ecc.) al privato (grandi industrie).
Interventi per migliorare l’efficienza di edifici pubblici sono previsti in Albania (come, a a Tirana, il centro ospedaliero universitario ‘Madre Teresa’, l’ospedale più importante del Paese, e il pensionato della Città degli studenti) e prevedono l’isolamento termico degli edifici, l’introduzione dei doppi vetri, l’isolamento delle tubature della caldaia per il riscaldamento, ecc. Diversi progetti per l’illuminazione delle strade sono previsti in Macedonia, Montenegro e Serbia e prevedono la sostituzione delle attuali lampade al mercurio con quelle al sodio, più efficienti e con una vita media molto più lunga delle prime (tre anni contro uno).
Progetti CDM per migliorare l’efficienza delle industrie sono stati individuati in Albania (la raffineria di Ballsh e l’acciaieria di Elbasan), nel Montenegro (progetto Kap, il principale complesso industriale del Paese per i metalli non ferrosi) e in Serbia (riguardano Hip-Azotara, primo produttore di fertilizzanti e composti nitrici nei Balcani e le tre principali industrie energivore, le fabbriche di Sladara, Bozo Tomic e Fra).
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ENERGIA DA RIFIUTI
RECUPERO E COMBUSTIONE DI BIOGAS DA DISCARICHE
Negli ammassi di rifiuti conferiti in discarica, costituiti soprattutto da sostanze organiche (scarti alimentari, carta, ecc.) si innesca inizialmente la fermentazione aerobica, un processo che sviluppa anidride carbonica (CO2). Successivamente, quando l'ossigeno inglobato nel rifiuto ha raggiunto valori trascurabili, si attiva la fermentazione anaerobica, nel corso della quale si forma una miscela gassosa costituita da metano (CH4), anidride carbonica (CO2) e piccole quantità di altri gas come acido solfidrico (H2S), idrogeno (H2), azoto (N2) e composti in tracce, responsabili della formazione degli odori sgradevoli. Le tecnologie per l’estrazione, la raccolta e la combustione del biogas (principalmente metano) dalle discariche permettono di trasformare il contenuto di metano in anidride carbonica, riducendo così le emissioni di gas serra in atmosfera, i cattivi odori e i rischi di esplosione. Inoltre vi sono tecnologie che prevedono l’utilizzo del biogas come combustibile per la produzione di energia, al posto dei combustibili fossili.
Meno inquinamento e rischi di esplosione
Tutti i Paesi puntano a ridurre l’impatto ambientale delle loro discariche. A fare da capofila è la Serbia, con sei progetti CDM per il recupero e la combustione dei biogas. Segue la Macedonia, con cinque. Albania e Montenegro hanno tre progetti ciascuno. In alcuni casi si tratta di progetti congiunti che comprendono più discariche. Tutte le discariche sono gestite da imprese pubbliche che, insieme ai comuni, fungeranno da partner del progetto individuato dal ministero dell’Ambiente italiano. L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni in atmosfera dei biogas, limitare i cattivi odori, prevenire esplosioni e incendi. Grazie ai progetti inoltre si creeranno nuovi posti di lavoro.
I primi target della Serbia sono le discariche di Novi Sad, di Kragujevac, di Kikinda, di Uzice, Pozega e Cacak (le ultime tre fanno parte di un progetto congiunto), di Kraljevo e di Nis.
Allo stesso modo, la Macedonia punta a migliorare l’impatto ambientale delle discariche Drisla nel villaggio di Batinci, Krasta vicino a Kumanovo, Meglenci nei pressi di Bitola, Sapkar che serve i comuni di Strumica e Vasilievo, Trestena Skala di Stip e dei comuni di Kocani e Vinica (queste ultime tre fanno parte di un progetto congiunto).
Le priorità dell’Albania invece sono le discariche di Durazzo, Elbasan e Vlore, mentre in Montenegro i primi progetti di recupero riguardano le discariche di Pljevlja e Niksic (progetto congiunto), Lovanja di Kotor.
RECUPERO E COMBUSTIONE DI BIOGAS DA ALLEVAMENTI O INDUSTRIE
Negli allevamenti il problema principale per l’ambiente consiste nella corretta gestione dei letami, che possono inquinare le falde acquifere e rilasciare nell’atmosfera metano (CH4), ossido di azoto (N2O) e anidride carbonica (CO2). Nei Paesi dei Balcani sono state emanate leggi che vietano gli scarichi nei corsi d’acqua, ma non esistono normative che richiedano il trattamento specifico dei letami. Le tecnologie attuali consentono invece, tramite la combustione del biogas, di trasformare il metano in anidride carbonica riducendo così le emissioni in atmosfera, gli odori sgradevoli e preservando la qualità delle acque, sotterranee e di superficie. Come nel caso delle discariche, il biogas può essere usato come combustibile per la produzione di energia, al posto dei combustibili fossili.
Serbia in prima linea per il recupero del biogas
La Serbia primeggia nei progetti per il recupero del biogas. In tutto sono sei progetti CDM, dei quali cinque riguardano allevamenti e uno la captazione del metano da una distilleria, contro i tre progetti della Macedonia e uno in Montenegro. Nessun progetto è previsto in Albania.
Gli obiettivi per tutti i progetti sono, oltre alla riduzione delle emissioni in atmosfera, la protezione delle acque dall’inquinamento e la riduzione degli odori sgradevoli. Inoltre, in certi casi è previsto che il biogas catturato possa essere utilizzato come combustibile per il riscaldamento delle stalle, al posto dei combustibili fossili.
In Serbia, il ministero dell’Ambiente italiano ha individuato quattro allevamenti di suini (uno a Obrenovac, due a Backa Topola, un altro a Pancevo) e un allevamento di bufali vicino a Belgrado disponibili ad applicare i sistemi di raccolta dei gas. A essi si aggiunga la distilleria Alpis di Kovin, che punta a installare un digestore anaerobico per estrarre biogas presso l’impianto già esistente per il trattamento delle acque reflue organiche. Dopo il trattamento, le acque di scarico verranno immesse nel sistema di lagune aperte e il biogas bruciato. In una seconda fase il biogas potrebbe essere utilizzato per produrre calore per i processi di produzione, al posto del combustibile fossile.
In Macedonia sono stati individuati tre progetti CDM relativi a diversi allevamenti di suini (uno a Tetovo, quattro a Veles e uno a Cicevo) che puntano a migliorare le procedure attuali di trattamento del letame e in una seconda fase a utilizzare il biogas come combustibile per riscaldare le stalle.
Un analogo progetto è previsto in Montenegro e riguarda l’allevamento di suini Spuz.
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SOSTITUZIONE DI COMBUSTIBILE
Sotto questa voce sono compresi tutti gli interventi che prevedono la sostituzione di un combustibile molto inquinante con un altro a minore impatto ambientale e magari anche meno pericoloso per i lavoratori dell’impianto.
Macedonia: dall’olio combustibile al gas naturale
Dall’olio combustibile al gas naturale oppure alla biomassa: l’obiettivo prioritario dei progetti CDM, individuati dal ministero dell’Ambiente, puntano a sostituire i combustibili più inquinanti con altri a minore impatto ambientale.
In Macedonia è previsto, per esempio, un progetto per la sostituzione dell’olio combustibile con gas naturale in una delle cinque centrali termiche di Skopje. Oltre a ridurre notevolmente l’inquinamento dell’aria, l’intervento migliorerebbe le condizioni di lavoro degli addetti alle centrali perché non ci sarebbe più il rischio di fuoriuscite come per l’olio combustibile.
Nel Montenegro è stato invece individuato un progetto che prevede l’utilizzo della biomassa al posto dei combustibili fossili in una fabbrica che lavora il legno a Pljevlja. L’obiettivo è di produrre energia elettrica e sostituire i combustibili usati nella produzione con gli scarti del legno (si veda anche Biomassa).
Un altro progetto per la sostituzione del combustibile riguarda poi la Serbia e rientra nell’iniziativa più ampia di imboschimento della riserva naturale speciale Deliblatska Pescara. Sono state individuate due possibilità: la prima prevede che il biancospino rimosso e i rifiuti di legno prodotti con l’attività di manutenzione delle foreste vengano usati, installando una caldaia, per il riscaldamento del centro educativo ‘Scuola della natura’. La seconda prevede invece l’installazione di una centrale per la produzione di energia elettrica, usando appunto la legna come combustibile (si veda anche Biomassa e Forestazione). Nessun progetto è stato individuato in Albania.
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FORESTAZIONE
I progetti di Cdm comprendono anche le attività di afforestazione (ovvero conversione in foresta di un’area che non lo sia stata per almeno 50 anni) e riforestazione (ovvero conversione in foresta di un terreno già in precedenza forestale, ma che nel passato è stato convertito ad altri usi) perché le foreste (e in misura minore i terreni agricoli e i pascoli), fungendo da “pozzi di assorbimento” (sink) di anidride carbonica, riducono la quantità di gas a effetto serra nell'atmosfera.
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Ridare nuova vita a boschi e terreni degradati
Nuova vita ai boschi e ai terreni degradati, abbandonati o malamente sfruttati: è questo l’obiettivo dei progetti CDM individuati dal ministero dell’Ambiente nei quattro Paesi dei Balcani. I progetti insomma non puntano soltanto a ridurre le emissioni di gas serra, ma anche a valorizzare il territorio, a dare nuove opportunità di lavoro alla popolazione locale, a conservare la biodiversità e a evitare i rischi di erosione.
In Albania è stato individuato un progetto di riforestazione nel distretto di Kukes che prevede interventi di rivegetazione e rimboschimento dei terreni più degradati, cioè quelli esposti al pascolo incontrollato o a una gestione inefficiente dei boschi.
I requisiti necessari per l’afforestazione sotto CDM sono stati individuati anche in un’area semiarida, ubicata nella zona centrale della Macedonia, che è praticamente priva di vegetazione, con pascoli e terreni agricoli abbandonati o degradati.
Un altro progetto è stato poi individuato nella parte settentrionale del Montenegro, dove c’è un’area che corre lungo il fiume Lim, esposta a rischi di erosione. L’obiettivo è l’imboschimento del terreno da pascolo e agricolo degradato.
In Serbia è stata invece prevista la creazione di cinture verdi nel comune di Kikinda per la protezione dal vento di terreni agricoli di qualità, che rappresentano la principale fonte di sostentamento della popolazione locale. Un altro progetto più ampio (si veda Biomassa) è quello relativo alla riserva naturale speciale ‘Deliblatska Pescara’, nella parte orientale del Paese, che prevede l’imboschimento del terreno sabbioso attualmente coperto da biancospino.
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